Soldi dei tributi spariti da 56 Comuni siciliani. Fra loro anche Isola delle Femmine
Ammonterebbero a 20 milioni di euro i tributi pagati dai cittadini spariti nel nulla. La Corte dei Conti ha infatti scoperto che 56 comuni siciliani avevano affidato il servizio di riscossione a società esterne, le quali hanno incassato le somme e non le hanno più “girate” ai municipi.
L’indagine – come riporta “Il giornale di Sicilia”, ripreso da TeleOccidente – ha scoperchiato un sistema che è alla base della crisi di molti enti locali della Regione. Fra loro anche il Comune di Isola delle Femmine, che avrebbe perso 237 mila euro di incassi di Ici, Imu, Tari e tutti gli altri tributi locali versati dai cittadini. Numerosi sono i casi nel comprensorio: il Comune di Trapani ha perso qualcosa come 2 milioni di euro, Castelvetrano 666 mila euro, sono spariti 95.000 euro del comune di San Giuseppe Jato, 187.000 euro del comune di Partinico, 18.000 euro per Carini. Stando a quanto riporta “Il giornale di Sicilia”, negli ultimi dieci anni i sindaci di questi comuni hanno affidato il servizio di riscossione a società che hanno trattenuto i soldi senza versarli nelle casse dei Comuni, in alcuni casi tramite affidamenti diretti. Spesso gli amministratori locali si sono affidati alla Tributi Italia o società poi rilevate da quest’ultima. “Inspiegabile – scrivono nella loro relazione i magistrati – che un Comune abbia potuto affidarsi ad una società che già era finita al centro di inchieste anzichè rivolgersi a Equitalia o Riscossione Sicilia”. Insomma, già si sapeva che questa “Tributi Italia” era poco affidabile, eppure gli enti locali hanno lo stesso voluto chiedere le sue prestazioni.
“Vicenda già tristemente arcinota“, ha commentato il sindaco di Isola delle Femmine, Stefano Bologna, “la sentenza della Corte dei Conti che ci riconosceva le somme ci era pervenuta nel 2017 e l’impossibilità dell’effettivo rientro delle somme era già noto“. La Tributi Italia, infatti, è fallita e recuperare le somme sarà dunque impossibile. Nessuno verserà le tasse dei cittadini anche perché, come dimostrano le sentenze più recenti, gli amministratori della società sono stati prosciolti dall’obbligo di risarcire personalmente i Comuni. I sindaci dal canto loro si sono messi al riparo da una norma che consente questa prassi. La Procura ha scoperto che ci sono altri comuni che hanno affidato il servizio di riscossione ad altre società oscure. Sarebbe stata accertata la presenza sul territorio di un consorzio non iscritto allo specifico albo dei soggetti abilitati, che risulta affidatario diretto di diversi comuni dell’Isola.
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